Lavori in quota: definizione, normativa e formazione
17 Nov 2023Guida Completa ai Lavori in Quota: Formazione, Normativa e Sicurezza sul Lavoro.
Secondo l’art. 107 del D.Lgs. 81/08 sono considerati lavori in quota tutte le operazioni professionali che espongono il lavoratore al rischio di caduta da un’altezza superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile. Andiamo a scoprire di più.
I lavori in quota rappresentano una delle attività lavorative che implicano specifici rischi e obblighi, tanto per i lavoratori quanto per i datori di lavoro. In questo dettagliato articolo, affrontiamo con precisione e attenzione vari aspetti chiave di questa tematica, considerando normative, formazione e dispositivi di protezione individuale (DPI).
1. Quali sono i Lavori in Quota? Cosa dice la legge.
I lavori in quota vengono descritti da una definizione precisa e articolata all’interno dell’articolo 107 del Decreto Legislativo 81/08. Con “lavori in quota” si indicano tutte quelle attività lavorative svolte a un’altezza superiore a 2 metri rispetto a un piano stabile, che espongono quindi il lavoratore a un potenziale rischio di caduta.
Tra le varie operazioni considerate lavori in quota, sono presenti:
- Lavori di montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati;
- Attività su coperture e ponteggi;
- Lavori di demolizione e rinnovamento;
- Interventi su pareti rocciose e molto altro.
Inoltre, sono considerati lavori in quota anche tutte le operazioni di scavo che raggiungono profondità superiori a 2 metri, che espongono ugualmente l’operatore ad un rischio di caduta.
2. Formazione sulla Sicurezza per Lavori in Quota: un Passaggio fondamentale.
Essere formati sul da farsi durante le operazioni in quota è uno step fondamentale per garantire la sicurezza dell’operaio durante tutte le fasi di un progetto in quota. Ma quando è obbligatorio il corso per lavori in quota? Secondo la legge, la formazione è obbligatoria per tutti i lavoratori che svolgono attività in quota e per coloro che si occupano della gestione della sicurezza nei cantieri. Questo perché le competenze relative alle tecniche di sicurezza e all’utilizzo dei DPI specifici per i lavori in quota sono essenziali per prevenire infortuni e garantire un ambiente di lavoro sicuro. La formazione, per essere considerata valida, deve coprire:
- Rischi relativi ai lavori in quota;
- Uso corretto dei DPI per i lavori in quota;
- Misure di prevenzione e protezione;
- Utilizzo delle attrezzature specifiche per l’attività svolta.
È pertanto indispensabile che il datore di lavoro assicuri che i propri dipendenti abbiano accesso a un corso di formazione adeguato, per garantirne la sicurezza e per ottemperare agli obblighi legali. Abbiamo pensato esattamente a queste esigenze progettando il nostro corso di sicurezza per Lavori in Quota e DPI di terza categoria.
3. Lavori in Quota: Quali sono gli obblighi del datore di lavoro per lo svolgimento dei lavori in quota ai sensi dell’art 111 del D.Lgs. 81/08?
Approfondiamo ora gli obblighi del datore di lavoro riguardo ai lavori in quota, concentrandoci specificamente sull’articolo 111 del D.Lgs. 81/08, che descrive gli obblighi durante i lavori in quota e la normativa vigente in queste circostanze. Il datore di lavoro deve:
- Valutare con attenzione i rischi: Un’analisi approfondita è necessaria per comprendere pienamente i potenziali pericoli legati ai lavori in quota e per implementare misure di prevenzione adeguate.
- Scegliere attrezzature idonee: Scegliendo attrezzature conformi e adeguate alla natura del lavoro, il datore di lavoro contribuisce significativamente a minimizzare i rischi.
- Prioritizzare la protezione collettiva: Le misure di protezione collettiva devono essere privilegiate rispetto a quelle individuali, sempre nel pieno rispetto della normativa.
- Assicurare la formazione dei lavoratori: Come abbiamo già accennato, la formazione è vitale e dovrebbe abbracciare non solo le pratiche sicure ma anche la gestione emergenziale.
Un elemento che spesso sorge quando si parla di lavori in quota è la precisione dell’altezza minima: è proprio la quota di 2 metri: è fondamentale essere consapevoli che qualsiasi attività svolta al di sopra di questa altezza richiede misure specifiche di sicurezza e formazione adeguata, anche se solamente di pochi centrimetri.
Il corretto uso dei DPI specifici per i lavori in quota, quali imbracature, linee vita, connettori e assorbitori di energia, rappresenta un ulteriore strato di sicurezza indispensabile per proteggere i lavoratori. Il datore di lavoro deve assicurarsi che i DPI siano non solo presenti e utilizzati correttamente, ma anche che il lavoratore sia adeguatamente formato al loro utilizzo.
Nel complesso, garantire sicurezza e conformità nelle attività di lavori in quota richiede un approccio multidimensionale da parte dei datori di lavoro. Coinvolgendo competenze legali, tecniche e formative, è possibile creare un ambiente di lavoro sicuro e conforme che protegge il benessere dei lavoratori e tutela l’azienda da possibili responsabilità legali.
Ricorda sempre: la sicurezza non è mai troppa quando si tratta di lavori in quota, dove ogni dettaglio conta e può fare la differenza.
Se sei un Datore di Lavoro e vuoi formare i tuoi operai e dipendenti al corretto svolgimento delle operazioni in quota, vieni a provare i nostri corsi di formazione.
Preposti: definizione e mansioni del ruolo
21 Ott 2023Guida ai Preposti alla Sicurezza: Chi Sono e Quali Sono le Loro Responsabilità
Secondo l’art.2 del D.Lgs. 81/08 è la persona che…sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive…controllandone la corretta esecuzione. Scopriamo nel dettaglio chi sono i preposti alla sicurezza.
La sicurezza sul luogo di lavoro è una componente essenziale per ogni azienda, e i preposti alla sicurezza sono coloro che detengono una parte significativa di questa responsabilità. Ma chi sono esattamente, e quali sono le loro funzioni principali? In attesa delle nuove date dei nostri corsi dedicati alla formazione dei preposti alla sicurezza, vogliamo spiegarti, in questa guida, chi sono i preposti, vedendo la definizione corretta e osservando una panoramica delle loro mansioni. Il tutto, rispondendo alle 7 domande che ci vengono chieste più frequentemente.
1. Chi sono i lavoratori preposti alla sicurezza?
I preposti del datore di lavoro per la sicurezza, il cui sinonimo potrebbe essere supervisori o responsabili della sicurezza, sono individui designati all’interno di un’organizzazione con l’incarico specifico di assicurare che le pratiche di sicurezza siano rispettate e implementate correttamente. Sono coloro che possiedono una formazione approfondita in materia di sicurezza sul lavoro e sono pronti a identificare e risolvere potenziali rischi.
La definizione corretta, secondo l’art.2 del D.Lgs. 81/2008, indica il preposto come la persona che, “in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”.
2. Quando si diventa preposto alla sicurezza?
Essere nominati preposti del datore di lavoro per la sicurezza richiede non solo una formazione specifica nel campo della sicurezza sul lavoro, ma spesso anche anni di esperienza pratica. Molte organizzazioni richiedono certificazioni specifiche o corsi di formazione specializzati per assicurarsi che il preposto abbia le competenze e la conoscenza necessarie per il ruolo.
3. Che potere ha un preposto alla sicurezza?
I preposti alla sicurezza detengono l’autorità di supervisionare, valutare e, se necessario, intervenire in questioni relative alla sicurezza in azienda. Possono avere il mandato di instaurare protocolli di sicurezza, in-formare e addestrare i dipendenti e assicurarsi che le norme di sicurezza siano sempre rispettate.
4. Cosa rischia il preposto alla sicurezza?
Avere la responsabilità della sicurezza significa anche affrontare potenziali conseguenze in caso di mancanza o inadempimento. Queste possono variare da sanzioni disciplinari interne a possibili procedimenti legali o sanzioni da parte di enti di regolamentazione.
5. Chi sceglie il preposto alla sicurezza?
Abbiamo dedicato un’intero articolo all’individuazione del preposto. Questo il link per l’approfondimento.
6. Quando risponde il preposto alla sicurezza?
Il preposto alla sicurezza è sempre responsabile delle azioni e delle decisioni prese nel contesto delle sue mansioni. In caso di incidenti o non conformità alle norme di sicurezza, deve rendere conto delle circostanze, identificare le cause sottostanti e intervenire con misure correttive. Sarà anche il punto di riferimento per eventuali ispezioni o indagini da parte di enti esterni.
Conclusioni
Il Ruolo dei preposti alla sicurezza è vitale per mantenere un ambiente di lavoro sicuro e protetto. Con una formazione adeguata e un approccio proattivo, possono fare la differenza nel prevenire incidenti e garantire il benessere di tutti i dipendenti.
Se sei un Preposto alla Sicurezza e vuoi tenerti aggiornato rimanendo un vero esperto nel settore, vieni a provare i nostri corsi di formazione in aula sulla sicurezza sul luogo di lavoro.
Formazione finanziata: tutto quello che devi sapere
05 Ott 2023Cosa si intende per Formazione Finanziata?
La Formazione Finanziata è disciplinata dalla legge 388 del 2000 ed è uno strumento che permette alle aziende di ricevere un contributo per la formazione dei propri dipendenti.
Possiamo definire Formazione Finanziata tutto quell’insieme di attività e di progetti di formazione continua e specializzata interna all’azienda che vengono attivati grazie alle risorse finanziarie che le imprese versano ad un Fondo Interprofessionale.
Come funziona la Formazione Finanziata?
Tutte le aziende, ogni mese, con il pagamento dei contributi obbligatori, versano una quota all’INPS – corrispondente allo 0,30% della retribuzione dei lavoratori – chiamata “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”.
Da alcuni anni, è possibile per le aziende, scegliere se destinare quello “0,30%”, all’INPS oppure ai Fondi Interprofessionali e farlo rientrare in azienda tramite Formazione Finanziata per la formazione e la crescita professionale dei propri dipendenti.
Destinare tale quota ad un Fondo Interprofessionale costituisce per l’azienda una garanzia del fatto che lo “0,30%” versato ritornerà in qualche modo nelle casse aziendali, convertito in azioni formative utili per promuovere e diffondere la formazione aziendale finanziata e continua dei lavoratori stessi e ad aumentare quindi il know-how interno, vero patrimonio di ogni azienda di qualsiasi settore e dimensione.
Aderire ad un Fondo Interprofessionale significa, per un’azienda, poter sfruttare quello 0,30% versato ogni mese per formare i propri dipendenti e far crescere la propria azienda, pressoché a costo zero.
I fondi Interprofessionali e quindi la formazione finanziata funzionano in questo modo: lavorano principalmente su due fronti; alcuni accantonano il maturato aziendale in un conto formazione dell’azienda e poi lo mettono a disposizione dell’azienda quando necessita di formazione, altri invece emettono una serie di bandi di partecipazione durante il corso dell’anno e permettono alle aziende di usufruire delle ore messe a disposizione dal fondo e di avere un’ampia scelta di possibilità per quanto riguarda la formazione che si può svolgere.
Coma posso partecipare ai bandi di Formazione Finanziata?
Partecipare ad un bando è molto semplice. Nel momento in cui ne viene emesso uno, io vi invio i documenti da compilare con le istruzioni su come compilarli e poi li inviamo al fondo. Aspettiamo poi di sapere dal bando se la nostra richiesta viene accettata o meno e nel caso di risposta positiva, procediamo con la programmazione della formazione. Per questo iter, di solito ci vogliono circa 3/4 mesi dall’emissione del bando alla programmazione della formazione.
Quali fondi interprofessionali gestisce Armonia?
Iscriversi ad un fondo interprofessionale è gratuito e molto semplice, basta chiedere al proprio consulente paghe di fare l’iscrizione e di ricevere, dopo circa un mese dalla richiesta di iscrizione, copia del flusso Uniemens o del cassetto previdenziale aziendale da cui si evince la data e la relativa iscrizione al Fondo.
Armonia si occupa della formazione finanziata con i fondi Interprofessionali: FAPI – FORMAZIENDA – FONDIMPRESA – FOR.TE – FONDITALIA
Quali aziende possono aderire alla Formazione Finanziata?
I requisiti minimi per la formazione finanziata sono:
- Devono essere svolte almeno 8 ore di formazione
- Ci devono essere almeno 3 dipendenti partecipanti
- La formazione deve essere svolta in aula presso Vs. azienda
Ogni Fondo ha le proprie regole e requisiti ma ogni azienda può trovare il fondo interprofessionale più adatto alle proprie esigenze.
Quali corsi si possono finanziare con la Formazione Finanziata?
I corsi finanziabili possono essere i più disparati, tra cui: sicurezza (anche obbligatoria del DLGS 81/08), lingue straniere, italiano per stranieri, gestione aziendale, contabilità, tecniche di vendita, marketing, informatica, finanza, web marketing, salute.
La scelta del Fondo Interprofessionale è legata per lo più alla dimensione dell’azienda. Una grande azienda, dai 15 dipendenti in su, sceglierà un Fondo che prevede un Conto Formazione (nel caso dei fondi gestiti da Armonia, Fondimpresa). Una PMI invece, valuterà uno degli altri fondi in base al settore di appartenenza e alle esigenze formative (nel caso di Armonia, si potrà scegliere tra: FAPI, FORMAZIENDA, FONDITALIA, FOR.TE).
Gestione delle manifestazioni pubbliche
02 Ott 2023Come gestire la sicurezza durante concerti, sagre, sfilate di moda, gare sportive
Sono veramente numerose le manifestazioni che si svolgono all’aperto, su aree pubbliche (vie, piazze, spiagge, ecc.), quali: concerti; sagre; sfilate di moda; gare sportive, ecc.
Si tratta di iniziative o manifestazioni che si possono definire, a seconda dei casi o modalità di svolgimento, come dei pubblici spettacoli o dei pubblici intrattenimenti.
Organizzare uno spettacolo od un trattenimento pubblico significa, in buona sostanza, organizzare ed offrire al pubblico un’occasione di divertimento e svago, a pagamento o gratuitamente.
Per organizzare una manifestazione pubblica, un evento, un concerto, è necessario affrontare numerose difficoltà burocratiche e pratiche. Innanzitutto, è necessario interfacciarsi con il Comune ove si vuole organizzare l’evento.
L’accesso al Comune è lo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP); quindi, tutta la documentazione dovrà essere presentata, telematicamente, a questo ufficio.
I documenti da considerare per la gestione delle manifestazioni pubbliche: Suap, Safety e security e non solo
Da giugno 2017, l’organizzatore dell’evento deve confrontarsi anche con la Circolare Gabrielli, in materia di Safety e Security: per cui, sarà necessario presentare al SUAP anche il piano di emergenza della manifestazione nel quale dovranno essere indicati, in particolare:
- la tipologia dell’evento;
- le caratteristiche della location;
- la capienza massima del luogo ove si terrà la manifestazione e il numero di partecipanti previsto;
- l’individuazione delle vie di fuga, a norma del decreto Ministero dell’Interno 19 agosto 1996, che dovranno essere chiaramente segnalate con appositi cartelli;
- le dotazioni di personale e di attrezzature e mezzi per il rischio incendio e per l’assistenza sanitaria;
- le modalità di sbarramento degli accessi e delle uscite.
Al fine di determinare una valutazione reale, viene in ausilio il c.d. algoritmo di Maurer: ormai tutti i Comuni sono dotati di questa modulistica che verrà consegnata all’organizzatore dell’evento per la sua compilazione e restituzione al SUAP. L’algoritmo di Maurer nasce come metodo sviluppato per la valutazione dei rischi in grandi eventi: detto algoritmo è in grado di determinare, anche se in maniera empirica, il potenziale pericolo di un evento (tenendo conto di diversi criteri che possono influenzare l’inclinazione al rischio) e l’eventuale dimensione del dispositivo di soccorso necessario.
Per l’organizzazione di un evento pubblico è necessario, inoltre, tenere in considerazione la normativa sull’impatto acustico, di cui alla legge n. 447/95, D.P.R. n. 227/2011, e D.P.R. n. 59/2013.
Raccolta, in tal modo, tutta la documentazione necessaria, consegnata al SUAP, e definito, così, l’aspetto burocratico per l’organizzazione della manifestazione, non resta che iniziare a organizzare, da un punto di vista pratico, la manifestazione: montare il palco e le attrezzature necessarie, nel rispetto del decreto interministeriale 22 luglio 2014, delimitare l’area interessata, individuare le vie di fuga e posizionare l’apposita segnaletica, attivare il personale sanitario e antincendio, attivare il personale necessario per la gestione della sicurezza all’interno della manifestazione.
Armonia è abilitata dalla Camera di Commercio per l’invio al Suap della documentazione necessaria!
Contattaci per un preventivo, verificare i requisiti e compilare con la tua collaborazione le pratiche necessarie all’avvio della tua manifestazione!
Veronica: Cell. 371 4991369 │tecnico@formazionearmonia.com
Defibrillatore: le istruzioni operative in attesa dei mezzi di soccorso
22 Set 2023Il decreto del 18/05/23 fornisce le istruzioni da seguire per le manovre di rianimazione cardiopolmonare di base e per l’uso del defibrillatore semiautomatico e automatico esterno (DAE).
ISTRUZIONI PRE-ARRIVO IN CASO DI ARRESTO CARDIACO IMPROVVISO
In caso di chiamata alla centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria «118», l’operatore dovra’ effettuare da remoto le seguenti valutazioni:
1. Valutazione dello stato di coscienza. Al fine di valutare lo stato di coscienza, l’operatore dovrà fornire le seguenti istruzioni:
- Metti il telefono in vivavoce.
- Mentre stai scuotendo le spalle, chiamalo ad alta voce.
- Ti risponde?
1.1 Esito della valutazione: risponde → il soggetto è cosciente.
1.2 Esito della valutazione: non risponde → il soggetto è incosciente.
2. Valutazione dell’attivita’ respiratoria. Successivamente, si procede alla valutazione dell’attività respiratoria. L’operatore dovrà fornire le seguenti istruzioni:
- Guarda il torace.
- Si alza e si abbassa?
- Ti sembra che respiri?
Se viene riferito che il soggetto “respira”, l’operatore dovrà chiedere: “ti sembra che respiri normalmente?”.
Nel caso in cui l’esito della valutazione sia “non risponde e non respira/non respira normalmente” → e’ in arresto cardiaco. In questo caso si procede con il punto 3.
3. Istruzioni per la rianimazione cardiopolmonare. L’operatore deve proporre di iniziare la Rianimazione Cardio Polmonare (RCP) con sole compressioni toraciche, dando le seguenti istruzioni in attesa dell’arrivo dei soccorsi avanzati:
- Distendilo per terra dritto, con la testa all’indietro.
- Se sei solo, fatti aiutare da qualcuno (anche da passanti o vicini di casa, se possibile) e, se il soggetto è in arresto cardiaco, chiedi a chi ti sta aiutando di andare a prendere il DAE più vicino.
- Metti le mani una sull’altra dritte al centro del torace.
- Inizia a comprimere verso il basso, rilasciando il torace dopo ogni compressione.
- Premi forte e velocemente (l’operatore deve indicare la cadenza)
- Non interrompere le compressioni fino all’arrivo dei soccorsi.
- Ogni due minuti (se non sei solo) fatti sostituire.
4. Uso del defibrillatore semiautomatico o automatico. All’arrivo del DAE, l’operatore della centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria «118» deve dare le seguenti istruzioni alla persona che lo ha portato:
- Apri o accendi il DAE.
- Collega le piastre agli elettrodi, qualora siano scollegate, e posizionale sul torace del soggetto in arresto cardiaco come indicato nel disegno sulle piastre, accertandoti che le stesse aderiscano adeguatamente alla cute.
- Segui pedissequamente le istruzioni del DAE, facendo allontanare i presenti dal soggetto in arresto cardiaco.
- Iniziato il massaggio cardiaco, ogni due minuti ricordati di sostituire la persona che sta effettuando la manovra RCP:
- Metti le mani una sull’altra dritte al centro del torace.
- Inizia a comprimere verso il basso, rilasciando il torace dopo ogni compressione.
- Premi forte e velocemente (l’operatore deve dare la cadenza)
- Non interrompere le compressioni fino all’arrivo dei soccorsi.
- Ogni due minuti fatti sostituire.
I prossimi corsi defibrillatore DAE in programma
Perchè dotarsi di un defibrillatore e formare i propri addetti
In Italia l’arresto cardiaco colpisce oltre 60.000 persone ogni anno. Nelle fasce di età più avanzata circa l’80% di questi decessi è dovuto a cardiopatia ischemica, mentre nei giovani la causa principale di arresto cardiaco è rappresentata da cardiomiopatie aritmiche, canalopatie cardiache o cardiopatie congenite non diagnosticate.
L’arresto cardiaco è una condizione in cui la sopravvivenza della vittima è tempo dipendente: in pochi minuti, i danni dovuti all’interruzione della circolazione diventano irreversibili se non vengono praticate manovre in grado di guadagnare tempo. E’ necessario pertanto che queste manovre inizino il prima possibile: l’unico modo per ottenere questo risultato è che vengano iniziate da parte di chiunque si trovi vicino alla vittima. Pertanto, è necessario mettere in grado i potenziali soccorritori di comprendere quanto sta accadendo e iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare già prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso professionale.
La probabilità di sopravvivenza dopo un arresto cardiaco può essere notevolmente aumentata se viene fornita un’immediata rianimazione cardiopolmonare (RCP) e viene utilizzato un defibrillatore semiautomatico e automatico esterno (DAE).
Sconti INAIL 2024: pubblicato il nuovo modello OT23
09 Ago 2023Pubblicato il modello di domanda per la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione per l’anno 2024
Gli interventi riproducono sostanzialmente quelli presenti nel modelli del precedente biennio con alcune variazioni resesi necessarie per (clicca qui per scaricare le istruzioni operative):
• intervenute modifiche delle disposizioni legislative;
• migliorare la comprensione del testo;
• aggiornare la documentazione probante ai fini dell’attestazione del corretto adempimento degli interventi da parte delle aziende, utile anche nel contesto della verifica tecnica da parte dell’Istituto.
Compilazione on line entro il 29 febbraio 2024
Per accedere alla riduzione, l’azienda deve compilare il “Modulo per la riduzione del tasso medio per prevenzione“, esclusivamente in modalità telematica, attraverso la sezione Servizi Online presente sul sito www.inail.it, unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto.
La domanda può essere presentata a prescindere dall’anzianità dell’attività (minore, uguale o maggiore di un biennio) assicurata nella posizione assicurativa territoriale (PAT), sempreché gli interventi migliorativi siano stati realizzati nell’anno precedente quello di presentazione della domanda.
Ad ogni intervento è attribuito un punteggio. Per poter accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa è necessario aver effettuato interventi tali che la somma dei loro punteggi sia pari almeno a 100.
Contatta il tuo consulente per capire quale è la soluzione migliore per la tua realtà:Marco: +393349671275
Il nostro suggerimento e la nostra proposta per attivare un percorso di miglioramento aziendale, utile anche per l’OT23
Partendo dal presupposto che per attivare lo sgravio INAIL è necessario che gli adempimenti base relativi al D.Lgs. 81/08 siano soddisfatti, le nostre proposte sono indirizzate a tutte quelle aziende che abbiano un vero interesse a offrire ai propri lavoratori un contesto lavorativo che punti alla loro tutela e benessere.
Un suggerimento, trasversale e quindi utile per ogni tipologia di azienda, è quello di lavorare a livello organizzativo, e quindi di attivare uno strumento utile a migliorare l’azienda dal punto di vista gestionale: il sistema di gestione.
Se non c’è un interesse o bisogno di essere certificati il sistema può anche essere uno strumento interno, senza necessità di terze parti. Se utilizzato e personalizzato sui bisogni quotidiani e pratici può davvero aiutare e facilitare l’operatività e i flussi informativi.
Quindi, il nostro suggerimento per quest’anno? Puntare su: “l’adozione di un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro che risponde ai criteri definiti dalle Linee Guida UNI INAIL ISPESL e Parti Sociali, o da norme riconosciute a livello nazionale e internazionale“